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di Edi Orioli !
 
Desert Challenge 2001 - Atacama - Chile
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Notizie generali Guida pratica Altimetria del deserto dell'Atacama
DESERT CHALLENGE
Atacama Cile 2001
Desert Challenge: Final Cut.

Comunicato stampa
16 marzo 2001

Un impegno duro, a volte durissimo, ed il contrasto di emozioni forti e dai toni accesi da un'avventura straordinaria, quella del Desert Challenge Atacama Chile 2001. Edi Orioli, l'imbattibile Campione di quattro Dakar vinte con l'autorità di un talento tattico ed atletico irripetibile, ha vissuto a fatto e fatto rivivere l'avventura del trasvolatore solitario, del pioniere dalle distese desolate del deserto, del violatore di cime inaccessibili.

 

Il deserto dell'Atacama è il più arido del mondo, i pluviometri ivi installati non sono spesso in grado di registrare una sola precipitazione. La vita stessa sembra sospesa, in questo immenso territorio volentato dal sole. Ma i colori incredibili e cangianti dei laghi salati delle lagune lo rendono affascinante, nel contrasto con le distese bruciate all'ombra della Cordillera delle Ande, con le sue cime perennemente innevate ed i suoi cieli dal blu profondo.

Edi Orioli e la sua Honda Transalp, preparati per una sfida singolare, solitaria e lontana dal clamore delle grandi corse che per 15 anni sono state il teatro delle imprese del friulano. Una sfida progettata, una missione personale, contro nessuno ma con l'animo di sottoporre il fisico ed il mezzo ad una prova ai confini del limite, costantemente sorvegliato e sfiorato.

Ed un programma stravolto nelle sue fasi iniziali dalla più terribile rivoluzione climatica degli ultimi sessant'anni, che ha portato l'inverno Boliviano ad amplificare gli effetti devastanti del maltempo proprio nella zona centrale del Desert Challenge e che ha spazzato via le strade e le case di San Pedro di Atacama, dando quasi l'impressione di seguire Orioli nella sua avventura, per renderla ancora più estrema. Durissimi i primi dei 2.700 chilometri in diciotto giorni, in uno scenario inaspettato ed a tratti insospettabile in questa terra dove si rifiutano di vivere anche gli insetti. Poi anche il clima è rientrato nei "ranghi", ed il sole ha ricominciato a picchiare come un martello ed a spaccare le rocce, restituendo ai paesaggi la loro asciutta bellezza. La Honda di Orioli ha attraversato la Valle della Luna come in un sogno, toccato la miniera di rame più grande del mondo in una visita lampo; si è persa nell'immensità degli spazi della Cordillera alla ricerca delle lagune più belle, fuori dalle rotte convenzionali, mordendo con le sue gomme i fondi graffianti di detrito vulcanico. Chilometri duri, ma bellissimi, indimenticabili, dal silenzioso ed introspettivo deserto delle miniere abbandonate del salnitro alle scogliere fragorose dell'Oceano Pacifico. Rotte di avventura e di storia di un Paese che si è dimostrato incredibilmente bello, scoperto nei suoi angoli più lontani con lo spirito di una spedizione d'altri tempi, eppure solidamente ancorata al suo presente tecnologico della perfetta moto o, per esempio, dell'Osservatorio astronomico più importante del globo.

Ogni giorno una scoperta, un brivido, una sfida. L'assaggio del Lascar, il vulcano nascosto dalle sue nuvole di attività e sorvegliato dalla Montagna Sacra, il quiescente Licancabur; i test di adattamento alle quote più alte della catena montuosa più lunga, e più bella, per prepararsi alla sfida nella sfida: l'attacco all'Ojos del Salado, il vulcano che è considerato quello attivo più alto del pianeta. Difficile pensare ad una spedizione di alpinisti che incrocia l'avventura di un pilota e della sua moto sulle stesse vie, eppure Edi ha portato la sua bicilindrica ad un record, quello dei 5.592 metri sul livello del mare. Che non voleva essere un primato, ma un modo semplice, seppure tremendamente impegnativo, di vivere un'avventura nel solo modo che il pilota conosce, vale a dire con il mezzo delle avventure di una vita.

Ma come già era accaduto in occasione del 1°Desert Challenge, nel "Deserto dei Deserti" del Ténéré, la sfida è un pretesto per vivere un contesto avventuroso nei termini di un'esperienza più introspettiva, che lasci il tempo di sedimentarne le emozioni nel momento in cui è vissuta. Un metro dopo l'altro l'uomo e la sua moto hanno conquistato il versante innevato del vulcano, sin dove era possibile, ad un passo dalla cima, poi, come nel cerimoniale degli alpinisti, è spuntato fuori il tricolore, a suggellare la riuscita della avventura e del progetto che è solo un anello di una catena ideale, che porterà Edi Orioli e la sua moto in un altro deserto ancora. Il prossimo sarà il Gobi, in Mongolia, che subito qualcuno si affretta a definire il paesaggio più bello del mondo. Non è un caso, spesso i luoghi più belli sono quelli più inospitali e più inaccessibili, come in un sogno o come nel paradiso terrestre, che ha le sue condizioni.

Per Edi Orioli la condizione è un'altra: quale di riuscire vivere le emozioni dei suoi viaggi ad un ritmo più umano, e soprattutto di ricostruirle nell'immaginario raccontato del diario di bordo di una viaggio indimenticabile.

Per realizzare questo, come il primo e come i prossimi Desert Challenge, c'è bisogno di riunire una bella serie di elementi, organizzativi, progettuali, di intento e di finalità, e di sottoporsi a regole ferree, e soprattutto possedere, insieme alle capacità fisica e tecnica, quella dote che è il sapere vivere le emozioni immaginate.

NOTIZIE GENERALI

Il deserto di Atacama si estende su una superficie di circa 42 mila chilometri quadrati nella regione nord del Cile. E' il deserto più arido al mondo, ma ricco di siti archeologici che testimoniano le antichissime origini della civiltà atacamena.

La città più grande è Calama (120 mila abitanti), ma l'oasi più importante è San Pedro, il villaggio coloniale che sorge lungo l'omonimo rio.

 

GUIDA PRATICA

Periodo migliore: tutto l'anno, ma da giugno a settembre il clima è più fresco.

Documenti: passaporto.

Norme sanitarie: nessuna.

Lingua: spagnolo.

Valuta: pesos cileno, che equivale a 4 lire.

Fuso orario: 6 ore indietro rispetto all'Italia.

Indirizzi utili: ProChile - Ufficio per il Turismo Cileno, Passaggio degli Osii 2 Milano, tel. 02 864093 e 02 865769, e-mail: prochile@tin.it. Consolato Generale della repubblica del Cile in Italia, via San Pietro all'Orto 11, Milano, tel. 02 76016070.